Siamo memoria anche quando dimentichiamo

In un toccante video-racconto, la psicologa Sara Pretti esplora l’impatto emotivo dell’Alzheimer sulle famiglie, offrendo una nuova prospettiva sulla cura che va oltre la perdita dei ricordi.

L’Alzheimer è una malattia che “entra nelle case senza bussare”, stravolgendo non solo la vita di chi ne è colpito, ma l’intero equilibrio familiare. In un recente contributo video, la Fondazione Cerino Zegna, attraverso le parole della psicologa Sara Pretti, ha voluto accendere una luce su cosa accade realmente nel cuore e nella mente di chi convive con questa patologia.

Oltre i ricordi: la memoria delle emozioni

Il messaggio centrale è tanto semplice quanto potente: la malattia porta via le parole e i ricordi razionali, ma non la capacità di provare emozioni. Spesso i familiari si trovano a gestire un marito o un genitore che non ricorda più il loro nome, ma che continua a guardarli con lo stesso amore di sempre. Questo dimostra che restiamo “memoria” anche quando la mente sembra tradirci.

La “bussola” per le famiglie

Ricevere una diagnosi di Alzheimer è descritto come trovarsi improvvisamente in un luogo sconosciuto senza punti di riferimento. La sensazione di smarrimento è comune a molti caregiver, che si sentono privi di una bussola. In questo scenario, il ruolo delle strutture specializzate e dei professionisti diventa fondamentale: non per offrire soluzioni magiche, ma per accompagnare le famiglie, aiutandole a non perdere l’orientamento e a gestire il carico emotivo che ne deriva.

Fatica, rabbia e “piccole luci”

L’articolo mette in luce la cruda realtà quotidiana: la stanchezza fisica e psicologica, la ripetizione infinita delle stesse risposte, le notti insonni e i naturali sentimenti di rabbia o senso di colpa. Tuttavia, il video invita a non considerare questi sentimenti come un fallimento, ma come la prova del profondo legame affettivo che unisce chi cura al malato.

In mezzo a questa fatica, esistono dei “lampi di luce”: un sorriso improvviso, una carezza o una canzone che riporta a un istante di connessione profonda.

Il supporto concreto della Fondazione

La Fondazione Cerino Zegna sottolinea l’importanza di non affrontare questo viaggio da soli. Attraverso i centri diurni e i nuclei dedicati, la struttura si pone l’obiettivo di:

  • Restituire dignità e partecipazione alla vita del malato.

  • Offrire tempo prezioso e supporto psicologico alle famiglie.

  • Condividere il “peso dello zaino”, aiutando i caregiver a tradurre il dolore in consapevolezza.

Il percorso dell’Alzheimer non può essere cambiato nella sua natura medica, ma può essere trasformato nel modo in cui lo si attraversa. Imparare a riconoscere le “piccole luci” quotidiane è il filo che permette di tenere accesa la parte viva dei legami, perché, in fondo, ricordare significa continuare a sentire.